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Franz Kafka: vita e opere

 

Il più famoso scrittore ceco è Franz Kafka, autore che però, come gli altri scrittori ebrei del circolo di Praga, scriveva in tedesco.

 

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Kafka nacque il 3 luglio 1883 in una famiglia ebrea della media borghesia di Praga, capitale della Boemia. Come era comune per la borghesia praghese di allora, la famiglia era di madrelingua tedesca. Suo padre, Hermann Kafka, era un negoziante, aveva un emporio Galanteriewaren a Praga. Sua madre, Julie Löwy, era anche lei di origine ebraica. Hermann Kafka, era il quarto figlio di Jacob Kafka, un macellaio e si trasferì a Praga da Osek, un villaggio ebraico in cui si parlava la lingua ceca, nella Boemia meridionale. Cominciò a lavorare come rappresentante e quindi aprì un negozio, sulla cui insegna era raffigurata una cornacchia (in ceco kavka). La madre Julie, era la figlia di un ricco birraio . Di più alto livello culturale rispetto al marito, Julie lavorava in negozio anche dodici ore al giorno e aveva anche poteri decisionali. Oltre ai fratelli Georg e Heinrich, che morirono a sei e quindici mesi, rispettivamente, Franz aveva tre sorelle minori: Elli, Valli e Ottla, deportate dai nazisti e morte nei campi di concentramento. Franz Kafka faceva parte di quel 10% degli abitanti di Praga di lingua madre tedesca. Inoltre parlava bene anche il ceco, come del resto i suoi genitori.

Kafka frequentò la Deutsche Knabenschule in Fleischmarkt aPraga, quindi andò al liceo, lo Staatsgymnasium, dove si diplomò ne  1901.Da giovane si interessò ai problemi culturali della sua epoca; si avvicinò al socialismo e al darwinismo. Frequentò prima la facoltà di germanistica e poi digiurisprudenza alla Karlsuniversität di Praga, dove si laureò nel 1906. Cominciò quindi a lavorare come impiegato a Praga delle Assicurazioni Generali di Trieste. Iniziò a scrivere solo nel tempo libero, poiché il padre gli rimproverava la sua passione (il rapporto di Kafka con il padre autoritario è un tema importante nelle sue opere). Nel 1917 si ammalò di tubercolosii, che gli causò frequenti convalescenze.

Nel 1923 si trasferì temporaneamente a Berlino, nella speranza di allontanarsi dall'influenza della famiglia e potersi dedicare allo scrivere. La sua tubercolosi peggiorò; dopo alcuni soggiorni curativi (suiCarpazi  e sul Lago di Garda) ritornò a Praga, poi andò a curarsi, grazie alle mediazioni dell'amico Max Brod, nel sanatorio di Kierling presso Vienna dove morì, dopo una dolorosissima agonia (non riusciva più ad aprire la bocca), il 3 giugno 1924. Il suo corpo fu riportato a Praga dove fu cremato nel nuovo cimitero ebraico di Praga, e sepolto insieme ai genitori. Sul muro di fronte ai Kafka venne in seguito sepolto anche Max Brod.

Le donne della sua vita furono poche: negli ultimi anni della sua vita Dora Diamant, che lo assisté anche sul letto di morte. Franz Kafka è sepolto nel cimitero ebraico di Žižkov, quartiere popolare di Praga, insieme al padre Hermann e alla madre Julie. Una lapide commemora le tre sorelle dello scrittore, morte nei lager nazisti tra il 1942 e il 1943. Valli ed Elli morirono nel lager di Lozd. Ottla, la sorella minore, si salvò in un primo momento, perché sposata con un ariano, ma in seguito al divorzio fu internata nel campo di Terezìn. Qui si offrì volontaria per accompagnare 1267 bambini destinati ad Auschwithz. Giunti al campo, lei e i bambini furono uccisi.

Le opere di Kafka

Kafka pubblicò solo qualche racconto durante la sua vita, poca parte del suo lavoro e quindi del suo stile attirò l'attenzione fino a dopo la sua morte. Prima di morire, diede istruzioni al suo amico ed esecutore testamentario Max Brod di distruggere tutti i suoi manoscritti e di assicurarsi che non avrebbero mai visto la luce del sole. Ciononostante, Brod non seguì le istruzioni di Kafka e sovrintendette alla pubblicazione della maggior parte dei suoi lavori, che presto attrassero l'attenzione della critica.

La letteratura per Franz Kafka rappresentò una scelta di vita, una vocazione profonda, un'irrinunciabile esigenza esistenziale. Nei suoi scritti Kafka elabora il conflitto Arte-Legge, il suo difficile rapporto con il femminile, il problema della colpa come regola universale. Molti critici autorevoli videro in Kafka il rappresentante simbolico della catastrofe ebraica ed un profeta dell'olocausto.

Le opere mostrano una particolare capacità di immaginare situazioni inusuali nel vissuto quotidiano, di integrare l'elemento grottesco nella quotidianità, assumendo a volte aspetti onirici (spesso incubi, più che sogni). Il protagonista è in qualche modo identificabile con l'autore, anche dal nome (esempi tipici sono Gregor Samsa, protagonista della Metamorfosi, il cui cognome è evidente calco del cognome dell'autore; oppure Josef K., protagonista de Il processo, e il K. de Il Castello). Lo stile di Kafka è notevole per la sua capacità di esprimere i temi dell'alienazione interiore ed esteriore dell'io, mostrando come nella vita ordinaria di uomini qualunque possa manifestarsi, all'improvviso, l'irreparabile perdita di contatto con la realtà ovvero l'emarginazione e il naufragio.

Le sue opere più famose includono i racconti La Metamorfosi, Un digiunatore e i romanzi Il Processo, America, e Il Castello. Quasi tutte rimasero incompiute: non si tratta di un fatto casuale, perché nell'incompiutezza delle sue opere si riflette l'impossibilità, per Kafka, di risolvere il proprio conflitto interiore attraverso la scrittura. La notissima Lettera al padre costituisce un vero e proprio testo autobiografico a sé stante.